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12 Ago
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Tensione e violenza alla Stazione di Ponte San Giovanni: tre capostazione aggrediti dopo un ritardo [video]

Un viaggiatore esasperato sfonda la porta dell’Ufficio Movimento e minaccia i dipendenti, la FIT CISL Umbria lancia l’allarme sulla sicurezza: «Clima insostenibile, servono chiusure notturne e presidi reali»

(Perugia) L’ennesima serata di tensione lungo la rete ferroviaria umbra si è trasformata in un vero e proprio incubo per tre dipendenti del Gruppo FS. Venerdì sera, all’interno della stazione di Ponte San Giovanni, tre capostazione in servizio sono stati vittime di una violenta aggressione verbale e fisica da parte di un viaggiatore, rimasto bloccato nello scalo per la perdita di una coincidenza.

A denunciare con fermezza l’accaduto è la FIT CISL Umbria, che ha organizzato una conferenza stampa d’urgenza direttamente sul piazzale dello scalo ferroviario per riaccendere i riflettori su un tema ormai emergenziale: la tutela e l’incolumità del personale in servizio nelle stazioni del territorio.

La ricostruzione: porta sfondata e minacce ai dipendenti. Stando a quanto ricostruito e denunciato dal sindacato, l’episodio è scaturito dalla difficile situazione dei trasporti nella tratta: in questo periodo, infatti, diversi convogli terminano la propria corsa a Ponte San Giovanni, costringendo i passeggeri a proseguire verso Firenze a bordo di autobus sostitutivi.

Fabio Ciancabilla, Segr. Reg. FIT CISL

Preso dalla rabbia per aver perso la coincidenza, l’uomo si è diretto verso gli uffici riservati al personale. Dopo aver sfondato a calci la porta dell’Ufficio Movimento, si è scagliato verbalmente contro i tre capostazione presenti, minacciandoli gravemente prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. «Siamo di fronte a un clima ormai insostenibile — sottolineano i rappresentanti della FIT CISL — che non riguarda più soltanto il personale di bordo o di biglietteria a contatto diretto con il pubblico, ma persino chi lavora all’interno degli uffici tecnici e di gestione del traffico».

L’amarezza del sindacato: «Aggressore a piede libero e tante minacce non denunciate». A generare profonda amarezza tra i lavoratori è stato anche l’esito dei controlli: nonostante la gravità dei danni e delle minacce, l’uomo è stato lasciato a piede libero dopo l’identificazione da parte delle autorità. Una decisione che, secondo la FIT CISL, alimenta quel senso di impunità e di sfiducia nella risposta giudiziaria che spesso porta i dipendenti a non sporgere neppure denuncia per le aggressioni verbali quotidiane. Un circolo vizioso pericoloso, spiegano dal sindacato: bassi numeri di querele ufficiali finiscono per far sembrare “sicuri” impianti e treni che nella realtà vivono situazioni di forte degrado e rischio invisibile.

Le richieste della FIT CISL: chiusure notturne e forze dell’ordine. Di fronte a un’escalation che rischia di degenerare ulteriormente, la FIT CISL ha ribadito le proprie richieste chiave alle istituzioni e ai vertici aziendali: chiusura notturna degli Impianti Passivi: Tutte le stazioni prive di treni commerciali durante la notte devono essere chiuse al pubblico per evitare bivacchi e occupazioni abusive. Presidio Fisso nelle Stazioni Attive. Gli scali in cui il servizio prosegue nelle ore serali e notturne devono garantire la presenza costante di personale di vigilanza e forze dell’ordine. Supporto a FS Security. La prossima apertura del presidio di FS Security in Umbria viene accolta come un passo positivo e necessario, ma non sufficiente se non affiancata da pattugliamenti coordinati e continuativi delle forze di polizia. La sicurezza di chi garantisce un servizio pubblico essenziale non può più essere affidata al caso: la protesta dei lavoratori di Ponte San Giovanni attende ora risposte immediate da parte delle autorità competenti.