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17 Ott
News Umbria, Cronaca Umbria
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Usl 1 e chiusure mascherate: il silenzio della Uls1 sui rischi per il pronto soccorso di Umbertide è inaccettabile

Il sindaco di Umbertide denuncia l’inerzia dell’autorità sanitaria e difende con forza il presidio ospedaliero, mentre le ambigue risposte dell’Usl alimentano paura e sfiducia tra i cittadini

(Umbertide) L’indignazione cresce: Usl 1 tradisce le aspettative e le esigenze dei cittadini. Mentre il territorio dell’Altotevere si trova di fronte a una possibile e ingiustificata chiusura notturna del pronto soccorso di Umbertide, l’Usl Umbria 1 sembra arroccata su una posizione ambigua e poco trasparente. La risposta interlocutoria fornita dal Direttore Generale, Emanuele Ciotti, durante l’incontro del 16 ottobre, non ha fatto altro che aumentare il senso di frustrazione tra gli abitanti di questa comunità.

Il Sindaco Carizia – affronta il problema apertamente e con decisione  lasciando però presagire che la regione potrebbe muoversi contro gli interessi dei territori più periferici. È evidente che, dietro alle parole ufficiali, si cela una strategia di tagli mascherati, di cui Umbertide  starebbe succube.

Perché questo silenzio ingiustificato? La Usl 1 si trincera dietro a decisioni non condivise e non chiarite, alimentando ansia e insicurezza tra cittadini e operatori sanitari. La mancanza di trasparenza rispetto alle reali intenzioni di smantellare servizi vitali come il pronto soccorso di Umbertide, che garantisce circa 15mila prestazioni all’anno, è inaccettabile e mina la fiducia pubblica nelle istituzioni sanitarie.

Il governo regionale tace, la comunità grida: mentre il governo regionale si appella a tagli e riforme di difficile comprensione, i cittadini di Umbertide e dei territori circostanti pagano il prezzo più alto in termini di sicurezza e salute pubblica. La soppressione del servizio notturno equivarrebbe a un colpo duro alla già fragile rete di assistenza locale, lasciando l’intera comunità solo nei momenti di emergenza più critici.

Luca Carizia ha più volte sottolineato l’importanza strategica del pronto soccorso, richiamando il fatto che il piano regionale firmato dalla precedente giunta garantiva il mantenimento di tali servizi, inserendo l’ospedale umbertidese nel più ampio piano di rete ospedaliera come punto di riferimento nel settore ortopedico e riabilitativo. Tuttavia, queste promesse sembrano sbiadire di fronte alla sordità della politica e dell’amministrazione sanitaria attuale.

Un territorio in ginocchio, un ospedale sotto attacco? La priorità dovrebbe essere tutelare la salute dei cittadini, non pianificare riduzioni e accampare scuse burocratiche. La chiusura notturna del pronto soccorso e il timore di una riconfigurazione che disattende le promesse fatte in passato rappresentano un attacco diretto alla dignità di un territorio già scarsamente servito rispetto ai grandi centri urbani.

Se l’attuale Usl 1, invece di ascoltare le istanze del territorio e garantire servizi adeguati, preferisce chiudere gli occhi davanti a questo problema, allora si pone una domanda legittima: di chi è realmente la responsabilità? La difesa del diritto alla salute delle comunità dell’Altotevere, del resto, dovrebbe essere prioritaria rispetto agli equilibri di bilancio o alle complicate logiche di ristrutturazione ospedaliera.

“Il silenzio assordante della Usl 1 su queste questioni è un segnale inquietante che non possiamo più tollerare” , sottolinea iI primo cittadino.  La cittadinanza di Umbertide attende risposte chiare e concrete e, soprattutto, un impegno reale a preservare un presidio fondamentale, piuttosto che annunci pronunciate e parole vuote.

Il Sindaco ha già dimostrato con azioni e determinazione che nessuna cessione di servizi, né compromesso, può essere accettato senza il massimo coinvolgimento e la più ferma opposizione. Ora spetta alla regione e all’Usl 1 fare chiarezza e mettere i cittadini al primo posto, senza furbizie o fughe in avanti.

Perché la salute non può essere trattata come un costo, ma come un diritto imprescindibile. E questo dovrebbe valere per tutti, sempre, senza compromessi.