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03 Feb
News Umbria, Cronaca Umbria
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Università Italiana: sfide, prospettive e il futuro del Sistema Accademico [video]

Rettori e stakeholders si confrontano sulla libertà, i finanziamenti e il ruolo sociale delle università italiane in un incontro promosso dall’ADI di Perugia

Di Giampiero Tasso

(Perugia)  Quale potrà essere l’immediato futuro delle Università? I Rettori dell’Università di Perugia Massimiliano Mariarelli e quello della Stranieri Valerio De Cesaris aprono un confronto con un’iniziativa promossa dall’ADI di Perugia.  L’associazione dei Dottorandi e dei Dottori di ricerca in Italia.  L’appuntamento sul tema “Rettori a confronto sul futuro dell’università italiana”, ospitato presso l’Aula 1 del Dipartimento di Scienze Politiche, in via Pascoli a Perugia.

All’iniziativa ha preso parte anche un terzo Rettore, Tomaso Montanari, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, per fornire un quadro più completo dell’attuale situazione Un momento di confronto pubblico sulle prospettive e sulle trasformazioni in atto nel sistema universitario italiano, nel quadro delle recenti riforme e delle sfide che interessano il ruolo dell’università nella società contemporanea. Il dialogo tra i rettori ha preso spunto dai temi affrontati nel volume Libera Università (edito da Einaudi nel 2025) dello stesso rettore Tommaso Montanari.

Quali sono i rapporti tra Università e il Governo delle Nazioni? L’unìversità come luogo di Conoscenza è ancora veramente libero da quelli che potrebbero essere i rapporti con i Governi?  La discussione è stata aperta da Federica Bruschi, coordinatrice di Adi Perugia, che suo intervento inaugurale ha voluto puntare l’attenzione tra i rapporti tra “conoscenza” e il governo politico, ricordando quello che è il ‘governo diffuso’, in cui tutti diventano partecipanti attivi della vita d’ateneo: il fondamento della conoscenza.

 «L’università – sottolinea il Rettore Marianelli – deve fare politica nel senso più alto del termine: discutere di pace, di diritti, di futuro. Questo  è già un atto politico, distinto dalla logica dei partiti».

Un ruolo questo che, è oggi messo alla prova da vincoli stringenti e da un sotto finanziamento strutturale che alimenta competizione interna e precarietà. Studenti, dottorandi e ricercatori non possono essere considerati una componente accessoria, concordano i rettori: sono parte costitutiva e centrale dell’università, e la loro rappresentanza è fondamentale. Senza risorse adeguate, però, il rischio è quello di scatenare una «lotta tra poveri – aggiunge Marianelli – che si riflette sulle assunzioni, sulle stabilizzazioni e sulla qualità stessa della ricerca. Il nodo centrale resta sempre quello delle risorse: la “coperta corta” del finanziamento costringe a scelte difficili, che però non possono essere imposte, ma condivise. Investire sui giovani ricercatori non è una scelta corporativa, ma una priorità strategica per evitare che, con la fine dei fondi Pnrr, intere competenze vengano espulse dal sistema».

Il pensiero finale è quello se, come racconta il titolo del libro di Montanari, l’università italiana è davvero un’università libera e come riesce ancora ad esserlo.