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16 Nov
News Umbria, Cultura Umbria
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Spoleto si tinge di fibre e luce: la Biennale di Fiber Art incanta alla scoperta di un mondo tessile globale

Dal rinascimento alle culture lontane, l’arte delle mani femminili mette in scena creatività, ricerca e solidarietà nel Complesso di S. Nicolò

(Spoleto) Aperta con entusiasmo la nuova edizione della Biennale di Fiber Art, un viaggio tra tradizione e innovazione che mette in mostra tessuti, luci e storie di artiste provenienti da tutto il mondo. Sabato 15 novembre è stata inaugurata a Spoleto, nel suggestivo complesso monumentale di S. Nicolò, una delle rassegne più attese del panorama artistico contemporaneo dedicato alla fiber art. La manifestazione, che si concluderà l’8 dicembre 2025, invita i visitatori a immergersi in un mondo fatto di fibre, luci e significati profondi, offrendo un panorama variegato di espressioni artistiche e culturali.

Arrivando sotto un fascino dorato, il visitatore viene accolto da un raggio di luce giallo ocra, che accompagna lentamente verso il cuore di un edificio storico di grande impatto e di rara bellezza, sui due livelli: porticato, cupole, nicchie e cortile interno, un luogo che già di per sé trasmette un senso di rinascita e patrimonio. Qui si snoda una mostra ricca di spunti, con lavori che riflettono l’intersezione tra creatività, tradizione e sperimentazione.

L’arte femminile e le culture lontane al centro della scena. L’esposizione si distingue per la presenza massiccia di opere firmate da artiste donne, molte delle quali arrivano da territori spesso tenuti nell’ombra o marginalizzati. È un tributo alla forza creativa delle mani femminili, capaci di trasformare materiali semplici in grandi opere di bellezza. Tra tessuti, ricami, legàmi e composizioni di fili di ogni natura, si respira un’energia pulsante che cattura e emoziona.

All’ingresso, spazio alle installazioni in esterno: opere imponenti e dinamiche, frutto di una fresca intuizione artistica. La scelta dei materiali—semplici ma combinati con maestria—segue il principio che l’arte può risiedere anche nella semplicità, basta saperla reinterpretare. L’attenzione dedicata alla relazione tra energia vitale e materiali testimonia come la fiber art possa diventare messaggio universale, espressione delle giovani culture che, pur nella loro emozionalità, possano trasmettere una forza capace di attraversare confini e culture.

L’opera clou: un caleidoscopio di fili—un capolavoro iraniano. Tra le opere più suggestive dell’interno, colpiscono tre grandi cilindri sospesi, che scendono dalle travi del soffitto fino al pavimento. Realizzati con una rete fitta di fili di cotone persiano intrecciati con una perfezione simmetrica impressionante, sono stati creati in circa sette mesi dall’artista iraniana E. Tahmasebi. La luce, filtrando attraverso le fessure sapientemente calcolate, dona all’installazione un effetto caleidoscopico, trasformando lo spazio in un universo di colori e riflessi, quasi uno scrigno di luce pulsante.

L’innovazione al piano superiore. Salendo al livello superiore, il visitatore si trova immerso in un mondo di tessuti e materiali assemblati con tecniche di ricamo e composizioni di fili di vario tipo. Le opere sono frammenti di pensiero, oggetti ricercati attraverso la fantasia e l’abilità manuale, capaci di trasformare semplici elementi di stoffa in simboli di ricerca e dialogo. La mostra diventa così un esempio di fiber-art moderna, capace di interpretare con originalità le tematiche più attuali e di avvicinare pubblico e artisti in un confronto di creatività.

L’impegno culturale e il ruolo di Officina d’Arte e Tessuti di Spoleto. Dietro questa esposizione si cela anche una significativa attività di promozione culturale, portata avanti dall’Associazione Officina d’Arte e Tessuti di Spoleto. Proveniente da un’intenzione cosmopolita, l’associazione ha saputo tessere una rete di relazioni tra artisti locali e internazionali, valorizzando il patrimonio tessile e il ruolo delle donne nelle tradizioni artigianali.

L’evento è stato reso possibile grazie al sostegno della Regione Umbria, del Comune di Spoleto e di altri enti patrocinanti, segno di un’attenzione condivisa per l’arte e la cultura come strumenti di integrazione e sviluppo sociale.