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14 Lug
News Umbria, Cronaca Umbria
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Manifesti anti-divisa a Perugia, esplode la polemica, Fratelli d’Italia attacca la giunta: “Sindaco Ferdinandi, perché taci?”

Il centrodestra presenta una formale richiesta di verifiche sulle affissioni scoperte durante i giorni di Umbria Jazz, Filippo Vitali (FdI): «Messaggi sprezzanti nei confronti delle Forze dell’Ordine. Vogliamo sapere chi li ha autorizzati e se ci sono fondi pubblici»

(Perugia) Le scritte e i manifesti comparsi in questi giorni nelle vie di Perugia, contenenti messaggi di forte diffidenza e aperta ostilità nei confronti delle Forze dell’Ordine, si trasformano in un vero e proprio terremoto politico. Quello che era nato come un caso legato alle attività delle cooperative sociali e del terzo settore è ormai diventato un duro banco di prova istituzionale per la neonata giunta di centrosinistra.

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Città di Perugia, composto da Riccardo Mencaglia, Clara Pastorelli, Paolo Befani, Elena Fruganti e Nicola Volpi, insieme alla candidata sindaca del centrodestra Margherita Scoccia, ha rotto gli indugi trasmettendo una formale richiesta di verifiche e spiegazioni al Sindaco Vittoria Ferdinandi e agli uffici comunali competenti. L’obiettivo è fare piena luce su una campagna di affissioni definita “offensiva e delegittimante” per chi indossa una divisa.

Le domande al Comune: «C’è il patrocinio o il finanziamento pubblico?» L’atto ispettivo presentato da Fratelli d’Italia punta a sviscerare la filiera burocratica e politica che ha portato questi testi sensibili sotto gli occhi di migliaia di passanti. Il gruppo consiliare esige risposte immediate su punti chiave: il Comune vuole chiarire se le affissioni siano state regolarmente autorizzate, chi abbia materialmente selezionato, valutato e approvato i contenuti grafici della campagna e se l’Amministrazione fosse preventivamente a conoscenza dei bozzetti.

Il sospetto sollevato dall’opposizione riguarda anche il possibile utilizzo di risorse della collettività: si chiede infatti di verificare se siano stati concessi patrocini, contributi economici, spazi gratuiti o altre forme di sostegno pubblico, diretto o indiretto, anche tramite società partecipate. In caso di accertata irregolarità o abusivismo, FdI esige l’immediata rimozione dei cartelloni e l’applicazione delle sanzioni vigenti.

L’affondo del coordinatore Vitali: «Ferdinandi non può continuare a tacere». A rincarare la dose in modo esplicito e polemico è Filippo Vitali, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia Perugia, che sposta l’accento dalle giustificazioni sull’espressione giovanile alla responsabilità della scelta comunicativa:

«Il punto non è la libertà artistica, che nessuno mette in discussione. La vera domanda è un’altra: perché, tra decine di riflessioni sulle difficoltà che vivono i giovani nel terzo millennio, sono state selezionate proprio le frasi più dure e sprezzanti nei confronti delle Forze dell’Ordine? Perché sono proprio quei messaggi ad essere stati esposti nei luoghi di maggiore transito della città, nel pieno di Umbria Jazz e davanti a migliaia di cittadini e turisti?».

Secondo il coordinatore meloniano, il silenzio del primo cittadino non è più tollerabile. Il Sindaco Ferdinandi è chiamato a chiarire non solo la paternità dei controlli, ma anche la propria posizione ideale: condivide la retorica espressa da quei manifesti o intende prenderne ufficialmente le distanze? Il rischio, per l’opposizione, è che passi un principio pericoloso, ovvero che sugli spazi pubblici del Comune possa essere esposto qualunque attacco alle istituzioni senza alcuna valutazione di opportunità istituzionale.

La difesa delle divise nel mirino della politica. L’episodio viene giudicato di massima gravità proprio per il momento storico e sociale in cui si inserisce, con la città gremita di turisti per la storica kermesse musicale e il clima di generale richiesta di sicurezza da parte dei residenti. Le donne e gli uomini in divisa, ricorda la nota di Fratelli d’Italia, meritano rispetto e gratitudine per il sacrificio quotidiano a tutela della legalità, e non campagne pubbliche che rischiano di incrinare il rapporto di fiducia tra le istituzioni e le nuove generazioni. La palla passa ora a Palazzo dei Priori: la richiesta di accesso agli atti e la richiesta di verifiche costringeranno la giunta Ferdinandi a uscire allo scoperto e a rispondere, carte alla mano, a una polemica che promette di infiammare l’estate politica perugina.