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04 Feb
News Umbria, Cronaca Umbria
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L’agrobiodiversità dell’Umbria diventa digitale: un portale pubblico per mappare i ‘tesori’ genetici della regione

Dalle castagne secolari di Norcia alle varietà antiche: grazie a una piattaforma georeferenziata, il lavoro dei 230 ‘custodi’ della biodiversità regionale diventa consultabile dai cittadini

erugia) L’Umbria, regione ricca di biodiversità agricola, compie un importante passo avanti nella salvaguardia del suo patrimonio genetico. Grazie a un progetto coordinato da 3A Parco – Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, in collaborazione con la società umbra TeamDev Ecosystem, la Rete di Conservazione e Sicurezza regionale (art. 69 della Legge regionale 12/2015) diventa un ecosistema digitale aperto al pubblico.

Questa infrastruttura tecnologica trasforma anni di monitoraggi tecnici in uno strumento di libera consultazione: un database georeferenziato che permette di mappare e visualizzare la diffusione delle risorse genetiche sul territorio umbro. Attraverso un applicativo dedicato, i tecnici del Parco 3A raccolgono i dati direttamente sul campo, garantendo un monitoraggio costante che oggi copre il 70% dei soggetti iscritti alla Rete (circa 230 tra agricoltori, enti e semplici cittadini).

La Rete non è solo un elenco tecnico, ma una comunità attiva che partecipa alla tutela della nostra identità agricola“, spiega Devis Cruciani, amministratore unico di 3A-PTA. “Grazie a questo nuovo strumento, i dati diventano accessibili a tutti. Sarà possibile filtrare le informazioni per comune o tipologia di risorsa, permettendo a chiunque di scoprire chi custodisce una specifica pianta o razza, favorendo lo scambio e la conoscenza tra i soggetti iscritti.”

L’uso di mappe interattive ha già permesso di censire realtà di straordinario valore storico, come l’individuazione di un castagneto secolare in una frazione di Norcia o la riscoperta di varietà arboree locali semi-sconosciute, vere e proprie testimonianze della biodiversità regionale.

L’obiettivo dell’iniziativa è fornire alle amministrazioni e ai cittadini una “bussola” digitale per orientarsi tra i tesori genetici che rendono unica l’Umbria, rendendo misurabile l’impatto della loro salvaguardia sul territorio.