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erugia) L’Umbria, regione ricca di biodiversità agricola, compie un importante passo avanti nella salvaguardia del suo patrimonio genetico. Grazie a un progetto coordinato da 3A Parco – Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, in collaborazione con la società umbra TeamDev Ecosystem, la Rete di Conservazione e Sicurezza regionale (art. 69 della Legge regionale 12/2015) diventa un ecosistema digitale aperto al pubblico.

Questa infrastruttura tecnologica trasforma anni di monitoraggi tecnici in uno strumento di libera consultazione: un database georeferenziato che permette di mappare e visualizzare la diffusione delle risorse genetiche sul territorio umbro. Attraverso un applicativo dedicato, i tecnici del Parco 3A raccolgono i dati direttamente sul campo, garantendo un monitoraggio costante che oggi copre il 70% dei soggetti iscritti alla Rete (circa 230 tra agricoltori, enti e semplici cittadini).
“La Rete non è solo un elenco tecnico, ma una comunità attiva che partecipa alla tutela della nostra identità agricola“, spiega Devis Cruciani, amministratore unico di 3A-PTA. “Grazie a questo nuovo strumento, i dati diventano accessibili a tutti. Sarà possibile filtrare le informazioni per comune o tipologia di risorsa, permettendo a chiunque di scoprire chi custodisce una specifica pianta o razza, favorendo lo scambio e la conoscenza tra i soggetti iscritti.”
L’uso di mappe interattive ha già permesso di censire realtà di straordinario valore storico, come l’individuazione di un castagneto secolare in una frazione di Norcia o la riscoperta di varietà arboree locali semi-sconosciute, vere e proprie testimonianze della biodiversità regionale.
L’obiettivo dell’iniziativa è fornire alle amministrazioni e ai cittadini una “bussola” digitale per orientarsi tra i tesori genetici che rendono unica l’Umbria, rendendo misurabile l’impatto della loro salvaguardia sul territorio.