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06 Lug
News Umbria, Cronaca Umbria
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l ciclone Jon Batiste travolge Umbria Jazz: una notte di pura estasi pop tra le poltrone dell’Arena [video]

Nella sua attesissima unica data italiana, il genio di New Orleans infiamma la terza serata del festival, da Bach al funk selvaggio, fino all’invasione di campo in mezzo ai fan suonando la melodica: Perugia ai piedi dello showman totale

(Antonio Caravella)

Perugia) Se la prima parte della serata di ieri ( ndr domenica 5 luglio 2026) aveva scaldato i cuori con il gospel viscerale dei Caldwells, quello che è accaduto subito dopo all’Arena Santa Giuliana è destinato a rimanere impresso nella memoria storica di Umbria Jazz per i prossimi trent’anni. L’ingresso sul palco di Jon Batiste, una delle star più influenti, premiate e poliedriche del pianeta musicale, ha fatto letteralmente esplodere il pubblico perugino, pronto a farsi trascinare in un viaggio sonoro totalmente imprevedibile.

L’artista originario di New Orleans ha confermato lo statuto di showman totale, guidando un’eclettica e formidabile band attraverso un concerto senza barriere, senza generi e senza freni inibitori.

Il pianoforte tra Bach, Jazz e foga Rock. La cifra stilistica di Batiste è la totale fluidità tecnica, una dote che ha impressionato anche i critici più severi presenti in platea. Seduto al pianoforte a coda, l’artista è passato con disarmante naturalezza da colte citazioni di musica classica e standard del jazz tradizionale a improvvise fiammate di foga rock ed elettronica.

Senza mai staccare il piede dall’acceleratore del ritmo, Batiste ha dimostrato come la musica più colta e raffinata possa essere contemporaneamente pop, accessibile, inclusiva e clamorosamente ballabile. Una versatilità che si è riflessa specularmente nella sua ensemble di musicisti straordinari, capaci di sterzare e cambiare genere musicale nello spazio di una singola battuta.

L’invasione di campo: la festa è in mezzo alla gente. Il climax emotivo della notte si è raggiunto quando Jon Batiste ha deciso di abbattere l’ultimo diaframma rimasto tra l’artista e gli spettatori: quello fisico del palco. Nel bel mezzo dello show, l’artista è letteralmente sceso in platea, camminando in mezzo ai fan estasiati.

Imbracciando la sua iconica melodica, Batiste ha sfilato tra le poltrone dell’Arena Santa Giuliana in un tripudio di luci, balli improvvisati e cori cantati a squarciagola dal pubblico, trasformando il tempio del jazz in una gigantesca e colorata parata di New Orleans. Un grande, liberatorio abbraccio collettivo.

Con questo live monumentale, Umbria Jazz 2026 archivia una notte da incorniciare. Jon Batiste non ha solo suonato: ha regalato una performance transgenere che ha ridefinito il concetto stesso di intrattenimento live, salutando Perugia sotto una pioggia di applausi scroscianti e lasciando dietro di sé l’eco di una notte leggendaria.