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(Roma) L’arte come strumento di cura, relazione e benessere. Un principio che vale per tutti, ma ancora di più per chi, a causa di diversi motivi, ha difficoltà ad esprimersi e a comunicare.
È questo il tema al centro dell’incontro ospitato venerdì 10 aprile a partire dalle ore 16.30 al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. L’occasione è la presentazione del libro “Dietro il sipario dell’Alzheimer: un coro di voci”, un’opera corale curata da Francesca Ragni, edito da Luoghinteriori, che raccoglie testimonianze, esperienze e riflessioni sul valore dell’emotività e della spiritualità nelle persone con demenza.

L’evento si inserisce in un percorso culturale che promuove il museo come luogo accessibile e inclusivo, capace di accogliere anche persone con fragilità. Villa Giulia si propone infatti come spazio di Slow Art, un approccio alla fruizione artistica basato sul tempo dell’osservazione, sull’ascolto e sulla relazione con le opere: elementi che favoriscono un’esperienza più consapevole e accessibile anche per le persone con disabilità.
“Siamo lieti di dare spazio alla presentazione di un tema tanto delicato”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo. “Un tema che diventa ancora più prezioso in questo Museo che ha avviato progetti e iniziative dedicate al welfare culturale per aiutare tutte quelle persone che hanno bisogno di accoglienza, dialogo e partecipazione”.
L’esperienza diretta lo evidenzia, le neuroscienze lo confermano: la mediazione artistica (visite museali, musica, danza, arte, teatro) costituisce un linguaggio alternativo alla parola, in grado di stimolare emozioni, ricordi e capacità espressive che spesso rimangono vive anche quando la memoria si indebolisce, quando il linguaggio si perde o non è mai comparso.
La presentazione del libro rappresenta quindi un’occasione di riflessione sul valore della cultura come strumento di inclusione e cura. “Dietro il sipario dell’Alzheimer: un coro di voci” restituisce infatti una narrazione collettiva della malattia, dando spazio alle esperienze di pazienti, familiari, operatori e professionisti impegnati nel costruire nuove forme di accompagnamento e supporto.

L’iniziativa conferma il ruolo dei musei come luoghi di comunità, dove l’arte non è solo patrimonio da conservare, ma esperienza capace di generare benessere, relazione e dignità anche nelle condizioni di maggiore fragilità.

Oltre alla presentazione del libro, saranno illustrate esperienze e riflessioni di esperti in diversi campi di applicazione della mediazione artistica.