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Dopo sei anni di assenza, il festival della divulgazione chiude un’ottava edizione da recordz, il nuovo modello diffuso unisce Isola Maggiore e Campo del Sole grazie a un maxi crowdfunding
(Tuoro sul Trasimeno) Il lago Trasimeno si riappropria di uno dei suoi appuntamenti estivi più originali e amati. Dopo sei anni di assenza, “Isola di Einstein” ha celebrato il suo atteso ritorno chiudendo l’ottava edizione con un successo andato oltre le aspettative: più di 4.000 visitatori, tra adulti, bambini e scienziati in erba, hanno affollato i tre giorni di laboratori, spettacoli ed esperienze immersive dedicati alla ricerca.

L’edizione 2026, ideata e organizzata da Psiquadro, ha segnato una svolta non solo per i numeri, ma per la sua stessa struttura logistica. Davanti alle complessità di navigazione che l’ipotesi iniziale dell’Isola Polvese presentava, gli organizzatori, in sinergia con l’amministrazione comunale di Tuoro sul Trasimeno, hanno saputo reinventare il festival. È nato così un innovativo modello diffuso che ha unito per la prima volta Isola Maggiore e Campo del Sole, trasformando i due luoghi simbolo del bacino in un unico grande laboratorio a cielo aperto, più accessibile e sostenibile.
La chiave del festival è stata ancora una volta la capacità di abbattere le pareti dei laboratori per portare la ricerca in mezzo alle persone. All’Einstein Village il pubblico ha potuto toccare con mano il metodo scientifico attraverso gli exhibit interattivi curati dai grandi istituti nazionali.
L’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha guidato i presenti alla scoperta dei segreti sismici e vulcanici della Terra, mentre la Big Bang Machine di EGO-Virgo ha proiettato i visitatori in un viaggio immersivo alla caccia delle onde gravitazionali. Spazio anche all’educazione spaziale per i più piccoli grazie alle iniziative targate ESERO Italia.
Nelle piazze e lungo i vicoli di Isola Maggiore è andato inoltre in scena lo science busking: veri e propri spettacoli di “artisti di strada della scienza” che hanno creato esperimenti spontanei e dialoghi diretti tra ricercatori e passanti.

Il fitto calendario ha intrecciato il rigore scientifico ai linguaggi della narrazione e dell’arte. Grandissimo successo per gli show serali: se il venerdì si è aperto sotto il segno della fisica contemporanea e della relatività con l’evento dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), il sabato ha visto trionfare la comicità di Imprò Einstein e l’ironia degli Appiccicaticci, insieme allo spettacolo Crazy Space in collaborazione con l’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica).
Le serate hanno poi toccato vette d’intensa divulgazione grazie a Roberto Mercadini, che ha incantato la platea con il suo monologo dedicato a Galileo Galilei, e ad Adrian Fartade, che ha proiettato gli spettatori verso il futuro guidandoli tra i segreti del programma lunare Artemis e le nuove sfide dello spazio profondo.
I dibattiti hanno affrontato i nodi cruciali della nostra attualità – dalla crisi climatica alla transizione energetica, fino all’impegno di Albert Einstein per la pace – grazie a scienziati e divulgatori del calibro di Roberto Battiston, Giacomo Grassi, Anna Parisi, Ettore Perozzi e Giulio Peruzzi.
Il ritorno nel 2026 di Isola di Einstein è il trionfo di una scommessa collettiva. Il festival ha potuto riaccendere i motori grazie a una straordinaria campagna di crowdfunding che ha mobilitato oltre 1.300 sostenitori all’interno del bando “Raddoppia il valore delle tue idee” promosso da Fondazione Perugia e Regione Umbria.
Un progetto partecipato che ha visto fare rete istituzioni, enti di ricerca, associazioni e il tessuto imprenditoriale locale (tra cui TSA, Camera di Commercio, Busitalia, Minimetrò e molte sigle cooperatrici). L’obiettivo condiviso degli organizzatori è ora consolidare questo modello: l’auspicio è tornare nel 2027 per fare del festival l’appuntamento fisso e immancabile dell’estate del Trasimeno.
