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20 Dic
News Umbria, Cultura Umbria
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Cerimonia simbolica a Città di Castello: consegnata la prima moneta “Ruperto” dedicata alla Baronia di Monte Ruperto [video]

Luca Secondi, sindaco e barone, ha celebrato la storia e le tradizioni della comunità con un evento dedicato, tra testimonianze storiche, iniziative culturali e valorizzazione del patrimonio locale

Di Giampiero Tasso

(Città di Castello) Con una cerimonia partecipata e particolarmente apprezzata, Luca Secondi il sindaco di Città di Castello che molti non sanno abbia anche il titolo di barone di Monte Ruperto, ha consegnato a Luigi Sponticcia, ultimo nato nella Baronia accompagnato dalla sorella Renata, il primo “Ruperto”, la moneta appositamente coniata per l’occasione con l’opuscolo che illustra le vicende storiche dell’exclave tifernate. L’iniziativa, alla presenza della Compagnia dei Balestrieri di Città di Castello in costume storico, è stata aperta dalla lettura di alcuni passi di un documento datato 25 giugno 1256 con cui “gli uomini di Monte Ruperto decidono di assoggettarsi a Città di Castello giurando di voler osservare i precetti del podestà”.

E cosi il sindaco e Barone ha sottolineato sia il valore simbolico della moneta, che verrà consegnata annualmente ad un personaggio legato alla città o alla storia della Baronia, sia le peculiarità del testo illustrativo che roicostruisce la storia di Monte Ruperto. Un segnale concreto in questa direzione era già stato dato nel maggio 2024, con la giornata di studi “La Baronia di Monte Ruperto”, in collaborazione con i comuni di Apecchio e Sant’Angelo in Vado, e con le iniziative sviluppate in seguito, quali l’installazione di un’apposita segnaletica turistica , l’escursione promossa dalla sezione tifernate del Club Alpino Italiano e I Cammini degli Appennini, nonché il piatto celebrativo realizzato dai maestri della Cooperativa “Ceramiche Noi” e il 1° Trofeo “Baronia di Monte Ruperto”,  organizzato dal Club Auto Moto Storiche Altotevere. 

Il primo cittadino ha, quindi, ringraziato tutti gli attori coinvolti nell’operazione presenti in sala, a partire dal personale comunale, con il capo di gabinetto Gaspare Pierangeli in prima fila, fino alla Bottega Orafa Bartoccioni che ha coniato la Moneta, chiama il Ruperto, ai curatori dell’opuscolo, gli ingegneri Marco Conti e Giovanni Cangi, fino alle Edizioni Nuova Prhomos di Fabio Fratini.

E’ stata quindi la volta dei curatori dell’opuscolo storico Cangi e Conti, che hanno illustrato i punti salienti delle vicende storiche della Baronia con il singolare connubio “istituzionale-nobiliare” in cui il Comune di Città di Castello è titolare di Monte Ruperto, che ricade nelle Marche, un piccolo territorio conteso fra fazioni confinanti, che ne rivendicavano il controllo, fino al 1256 quando fu annesso a Città di Castello. Tale situazione è analoga a quella di Cospaia, la repubblica sorta nel 1441 fra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana. Gli autori hanno sottolineato come l’opuscolo presenti una sintesi documentata delle origini, delle caratteristiche e delle peculiarità della Baronia, con l’obiettivo di valorizzarne il patrimonio storico e ambientale, con attenzione anche alle tradizioni.

Un’altra lettura ha chiuso la manifestazione, quella della leggenda legata alla nascita del legame con la nostra città “nel XIII secolo una grande carestia, dovuta ad incredibili nevicate, colpì Monte Ruperto: né Apecchio, né Sant’Angelo in Vado inviarono aiuti e solo dalla lontana, per mezzi e strade del tempo, Città di Castello arrivò il cibo necessario a far sopravvivere la comunità: il barone, privo di eredi, cedette alla città il piccolo territorio in segno di gratitudine”.