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16 Ott
News Umbria, Cronaca Umbria
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Altrocioccolato, quello equo e solidale ritorna a Città di Castello dal 24 al 26 ottobre [video]

Oltre 70 espositori del commercio equo e dell’economia solidale; tanti gli artigiani e i piccoli produttori

Di Giampiero Tasso

(Città di Castello) Circa 50 i musicisti e numerosi artisti di strada si esibiranno in contemporanea sui diversi palchi e postazioni nelle piazze del centro storico animate e coinvolte dalla kermesse.  Inoltre, laboratori didattici per bambini che arriveranno a coinvolgere quasi mille studenti e  poi mostre, dibattiti, proiezioni incontri con le scuole. Almeno 45.000 le presenze attese. Tante le collaborazioni, da quelle con gli istituti scolastici a quelle con le associazioni del territorio e dell’Umbria. Quasi 100 i volontari coinvolti.

Questi i numeri (presentati durante la conferenza stampa che si è svolta a Perugia  presso Palazzo Donini) che raccontano una parte di quella che è ormai una delle manifestazioni più attese dell’anno per quanto riguarda l’area dell’Alto Tevere. L’altra parte la raccontano bene i progetti di filiera, le collaborazione e le partnership che il mondo del commercio equo tesse e porta avanti durante tutto l’anno nell’ottica della cooperazione e non della competizione. Un paradigma, quello che caratterizza il fair trade, che mette al centro il lavoro, la dignità e la terra come motori del benessere economico e sociale delle comunità. Lo Slogan di quest’anno è  Make chocolate not war, perché la guerra è sempre la prima delle ingiustizie da estirpare.

E la comunità umbra si prepara a celebrare tre giorni di festa, dal 24 al 26 ottobre, nel centro storico di Città di Castello nel segno della bontà del cioccolato, quello buono per davvero. Inaugurazione e taglio del nastro previsto venerdì 24 ottobre, alle 17, in piazza Matteotti.

Oltre agli stand di produttori e artigiani, tanti gli appuntamenti tra spettacoli, dibattiti eventi, spettacoli con musicisti, artisti di strada, stand colorati, laboratori, incontri e convegni, abbracci e sorrisi si riappropria delle vie e delle piazze per dire basta a un mondo in cui nelle relazione economiche Nord-Sud domina la parola sfruttamento.